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Active lifestyle, ovvero stile di vita attivo...ne sentiamo continuamente parlare, ma perché è così importante? di cosa si tratta esattamente?

Andare in palestra, fosse anche un’ora tutti i giorni, non vuol dire essere attivi!

Questa affermazione può apparire sicuramente come una provocazione, ma è la pura verità. Andare in palestra o fare una qualsiasi altra forma di sport ci rende solo meno sedentari di chi non fa nulla!

Il fatto che viene sottovalutato se non addirittura ignorato, è che il nostro corpo è ancora quello dei nostri antenati. Non mi riferisco ai nostri nonni o bisnonni, ma all’homo sapiens da cui tutti discendiamo. Come spesso ci troviamo a ripetere ai nostri pazienti, per quanto “evoluti e avanzati” pensiamo di essere il nostro corpo e la nostra fisiologia sono ancora quelli del cacciatore-raccoglitore da cui discendiamo. 

Il modo di vivere dell’uomo ha subito una svolta epocale nel Neolitico (8000 a.C.) quando, con la scoperta dell’agricoltura, è gradualmente diventato stanziale.

Dal punto di vista dell’evoluzione, gli ultimi 10.000 anni non sono nulla! Per non parlare dell’accelerazione nella direzione della sedentarietà che ha preso la nostra vita con l’urbanesimo nell’antichità e, particolarmente, con la rivoluzione industriale, per culminare negli ultimi 50 anni con l’ingresso di computer, internet e smartphone nella vita di tutti noi. E’ un po’ come se in un battito di ciglia si fosse passati da camminare, arrampicarsi, muoversi, stare all’aria aperta tutto il giorno tutti i giorni a stare seduti al chiuso 8 ore (spesso molto di più) ogni giorno.

Non c’è, quindi, da meravigliarsi se ad un certo punto il nostro corpo inizia a dare qualche segnale di disagio!

 

“Sitting is the new smoking” (“stare seduti fa male come il fumo”) è diventato il tormentone degli ultimi anni.

Questa affermazione è un po’ un’esagerazione come hanno sottolineato alcuni ricercatori australiani nel 2018, nel senso che sicuramente lo stare seduti o meglio l’essere sedentari aumenta il rischio di morte prematura e di sviluppare alcuni tipi di malattie croniche del 10-20%, cosa non paragonabile ai rischi legati al fumo...tuttavia un aumento del 10-20% direi che non è certamente da sottovalutare soprattutto visto il trend sicuramente in crescita del problema della sedentarietà, anche e in particolare per quanto riguarda le fasce d’età più giovani.

Siamo arrivati al punto che l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) nelle sue linee guida riguardo il movimento del 2019 ha indicato le “dosi” raccomandate anche per bambini al di sotto di un anno (!!!). Se si è arrivati a tanto è, evidentemente perchè il problema è arrivato ad interessare anche fasce d’età insospettabili. 

 

Ma se andare in palestra non vuol dire essere attivi, cosa dovremmo fare? Cosa significa condurre uno stile di vita attivo?

Capisco che nella quotidianità del giorno d’oggi, tranne alcuni rarissimi (e aggiungerei fortunatissimi) casi, ci si trova di fronte ad una serie di situazioni che obbligano la maggior parte di noi a trascorrere buona parte della giornata seduti in ufficio, a scuola, a casa a studiare e così via, ma abbiamo comunque la possibilità di fare qualcosa per assecondare la nostra natura. 

La cosa più semplice è camminare! Parcheggiamo l’auto un po’ più lontano dalla nostra destinazione finale: banalmente anche al supermercato preferiamo i parcheggi più lontani dall’ingresso; scendiamo dal tram/autobus/metropolitana la fermata prima; non prendiamo l’ascensore, ma facciamo le scale (...anche se i piani sono tanti); mettiamo un timer che ci ricordi di alzarsi e sgranchirsi le gambe ogni ora; usciamo a fare 4 passi in pausa pranzo.

Banalmente anche la mattina mentre prepariamo la colazione o la sera mentre aspettiamo che venga pronta la cena muoviamoci: improvvisiamo qualche passo di danza, facciamo dei piegamenti appoggiati al tavolo, facciamo qualche squat/affondo, usiamo la bottiglia dell’acqua come fosse un peso...non ci sono limiti a quello che possiamo fare.

Nel fine settimana, poi, cerchiamo di ritagliarci un momento per trascorrere del tempo all’aria aperta con la nostra famiglia o i nostri amici.

...insomma OGNI SCUSA E’ BUONA PER MUOVERSI UN PO’

Lo scorso settembre siamo stati ospiti di Francesco Menconi (https://www.francescomenconi.it/), il quale ci ha messo a disposizione la sua palestra Heavy Work a Marina di Carrara (https://palestra-heavy-work.business.site/?utm_source=gmb&utm_medium=referral) per il corso “Il futuro del Benessere - Active Lifestyle” in cui si è parlato proprio di come cercare di comunicare l’importanza del movimento e soprattutto di quali consigli dare ai propri pazienti/clienti riguardo alle strategie da implementare nella vita di tutti i giorni per diventare piano piano sempre più attivi.

 

Bibliografia

https://www.focus.it/scienza/scienze/la-timeline-dellevoluzione-delluomo

https://www.homolaicus.com/storia/antica/nomadi_sedentari.htm

http://www.sapere.it/enciclopedia/urban%C3%A9simo.html

https://www.sciencedaily.com/releases/2018/11/181105105419.htm#:~:text=In%20the%20latest%20issue%20of,in%20comparison%20to%20the%20risks

https://www.who.int/news-room/detail/24-04-2019-to-grow-up-healthy-children-need-to-sit-less-and-play-more

https://www.forumroma.it/bambini-under-5-le-linee-guida-delloms-su-movimento-schermi-digitali-e-sonno/#:~:text=Bambini%20da%201%20a%202,di%20un'ora%20alla%20volta.

 Foto

https://unsplash.com/photos/N4QTBfNQ8Nk

https://unsplash.com/photos/UZnSs5N54o0

https://unsplash.com/photos/Lehj-lyCGsI

https://unsplash.com/photos/HsdiMBETJuY

 

Articolo redatto da Dr Anders Christensen

Pubblicato il 17 Novembre 2020

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